La riclassificazione del conto economico

Mentre lo Stato Patrimoniale di un bilancio fotografa gli elementi attivi e passivi che costituiscono il patrimonio di un’azienda in un determinato istante, il Conto Economico riassume i ricavi e i costi dell’esercizio.
La riclassificazione del Conto Economico costituisce un’operazione ben più complessa rispetto a quella che si deve attuare per lo Stato Patrimoniale e la prassi aziendale consiglia tutta un serie di forme per l’esposizione dei componenti positivi e negativi della gestione aziendale.

La riclassificazione del conto economico: premessa

schema legale del conto economicoLa normativa civilistica prevede che il Conto Economico sia presentato in forma scalare, che, rispetto al layout precedentemente utilizzato a sezioni contrapposte – il Conto perdite e profitti a costi, ricavi e rimanenze – presenta alcuni rilevanti vantaggi informativi, in quanto consente di evidenziare i risultati intermedi della gestione aziendale.

 

 

Perdite

Profitti

CONTO PERDITE E PROFITTI

a costi, ricavi e rimanenze Il layout Perdite e Profitti a costi,     ricavi     e     rimanenze, previsto dalla normativa prima dell’introduzione delle direttive CEE. I costi e i ricavi sono inseriti in base alla loro natura, nel senso che viene indicato il tipo di ricavo o provento e il tipo di spesa o costo sostenuti.

Rimanenze iniziali Acquisti Retribuzioni Spese per servizi Oneri finanziari Imposte e tasse Ammortamenti

€uro 100.000

Ricavi

Altri proventi Interessi attivi Rimanenze finali1

€uro 110.000

Utile di esercizio

€uro 10.000

Totale a pareggio

€uro 110.000

Totale

€uro 110.000

A) Valore della produzione

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

Variazione nelle rimanenze dei semilavorati, prodotti in corso di lavorazione e prodotti finiti

Variazione dei lavori in corso su ordinazione Incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni Altri ricavi e proventi

TOTALE VALORE DELLA PRODUZIONE A)

CONTO ECONOMICO

a valore della produzione ottenuta Il layout del Conto Economico previsto dalla IV Direttiva CEE è strutturato in modo da evidenziare il valore     globale     della     produzione ottenuta, mentre il precedente a costi, ricavi e rimanenze era strutturato per evidenziare il costo della produzione venduta.

B) Costi della produzione

Acquisti di materie prime, sussidiarie e di merci Servizi

Costi per godimento di beni di terzi Spese per il personale Ammortamenti e svalutazioni

Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie e di merci Oneri diversi di gestione

TOTALE COSTI DELLA PRODUZIONE B) DIFFERENZA TRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B)

C)  Proventi e oneri finanziari

D)  Rettifiche di valore di attività finanziarie

E)  Proventi e oneri straordinari

Risultato prima delle imposte (A-B+/-C+/-D+/-E) Imposte sul reddito dell’esercizio

Utile (perdita) dell’esercizio

 

Il layout scalare del Conto Economico dimentica pertanto la tradizionale contrapposizione tra le voci DARE e quelle AVERE derivanti dalla contabilità generale e presenta i ricavi e i costi in sequenza progressiva, in un’unica colonna verticale, ponendo in primo piano i ricavi derivanti dall’attività caratteristica della gestione aziendale da cui vengono sottratti mano a mano i costi per acquisti di beni, merci, servizi, personale, deperimenti.2

Tale tipo di layout permette dunque di conoscere con immediatezza i risultati intermedi e gli stadi del processo operativo aziendale, al pari di una cascata d’acqua che ad ogni livello di caduta viene in parte trattenuta e quella che arriva alla fine va a identificare l’utile di esercizio.

 

La gestione dell’impresa

In generale la gestione d’impresa è riconducibile a quattro differenti tipologie gestionali:

  • la gestione caratteristica
  • la gestione finanziaria
  • la gestione straordinaria
  • la gestione extracaratteristica

 

La gestione caratteristica (chiamata anche gestione tipica) include tutti i ricavi e tutti i costi per realizzare il processo produttivo3, specificatamente i ricavi della gestione caratteristica sono riferibili alle vendite dei beni e dei servizi prodotti, mentre i costi sono riferibili all’utilizzazione dei fattori produttivi costituiti da:

  • materie prime e merci
  • macchinari
  • personale
  • servizi

 

La gestione finanziaria è riferibile alle operazioni di raccolta delle fonti di finanziamento attraverso l’indebitamento con i terzi, con conseguente sorgere di oneri finanziari ed è inoltre riferibile alle operazioni che danno vita a proventi finanziari attivi derivanti dall’acquisizione di partecipazioni, titoli, depositi bancari ecc.

In questo caso è il capitale il fattore produttivo che determina le operazioni di natura finanziaria.

La Direzione aziendale, se da una parte agisce in totale indipendenza e libertà sulle scelte tecniche, economiche e commerciali riferibili alla gestione caratteristica, non sempre ha totale libertà in merito alle decisioni che sono riferibili alla gestione finanziaria, in quanto il più delle volte il ricorso all’indebitamento è dovuto quasi sempre al fatto che i soci non hanno apportato nell’azienda i mezzi finanziari sufficienti.

 

La gestione straordinaria riassume tutte le operazioni che determinano proventi o costi che non sono riferibili nè alla gestione caratteristica né a quella finanziaria come ad esempio plusvalenze e minusvalenze di natura eccezionale e non ripetitiva, sopravvenienze passive derivanti da furti, calamità, incendi, sopravvenienze attive derivanti da provvedimenti normativi.

 

La gestione extracaratteristica riassume tutte le operazioni riferibili ad attività non direttamente collegabili all’attività operativa caratteristica, come ad esempio gli affitti attivi derivanti dalla locazione di una parte dell’immobile utilizzato per lo svolgimento della propria attività aziendale o la gestione di partecipazioni.

Per poter svolgere un’analisi economico finanziaria della gestione aziendale, essa dunque viene suddivisa in aree funzionali e può essere rappresentata dalla seguente tabella:

 

CONTO ECONOMICO SCALARE

 

Aree                                      Ricavi/Costi

 

1

 

Caratteristica

Ricavi tipici

Meno

Costi operativi

= Risultato operativo

Più o meno

2

Finanziaria

Saldo gestione finanziaria

Più o meno

3

Extra caratteristica

Saldo gestione extracaratteristica

Più o meno

4

Straordinaria

Saldo gestione straordinaria

 

= risultato ante imposte

meno

Imposte dell’esercizio

= utile (perdita) netto

 

Con questa rappresentazione a scalare costi e ricavi sono riclassificati in base alla funzione da loro svolta nel sistema produttivo aziendale, l’attività gestionale viene suddivisa in aree, si evidenziano risultati intermedi (risultato operativo e risultato ante imposte).

Possono essere utilizzate diverse forme di rappresentazione scalare del Conto Economico e quelle più utilizzate nella pratica sono le seguenti:

  • conto economico a costo del venduto;
  • conto economico a valore della produzione ottenuta4;
  • conto economico a valore aggiunto;
  • conto economico a margine di contribuzione.

 

Di queste quattro forme il conto economico a valore della produzione ottenuta è stato adottato dal nostro ordinamento legislativo.

Tuttavia ai fini dell’analisi economica soffermeremo la nostra attenzione sulla forma del Conto Economico a valore aggiunto in quanto essa costituisce quella più comunemente utilizzata dagli analisti di bilancio.

 

 

IL CONTO ECONOMICO A VALORE AGGIUNTO

Nello schema scalare del Conto Economico a valore aggiunto i costi dell’area caratteristica sono suddivisi in:

  • costi propri della struttura aziendale;
  • costi operativi esterni per acquisti di materiali e

 

Con tale distinzione si riesce ad evidenziare un nuovo risultato intermedio denominato valore aggiunto, che rappresenta un valore di riferimento importante in modo particolare per le imprese dedite alla produzione di servizi.

Il Conto Economico assume pertanto la seguente forma:

 

CONTO ECONOMICO

a valore aggiunto

 

1) Ricavi

16220

 

 

Vendite nette

 

 

 

Totale ricavi 1)

 

 

 

2) Costi operativi esterni

 

 

 

Consumi:

 

 

 

Rimanenze iniziali

 

 

 

Acquisti netti

 

 

 

Rimanenze finali

 

 

 

Servizi esterni

 

 

 

Totale costi operativi esterni 2)

 

 

 

Valore aggiunto (1-2)

 

 

VALORE AGG.

3) Costi operativi interni

 

 

 

Personale

 

 

 

Margine operativo lordo VA meno Personale5

 

 

EBITDA6

Ammortamenti

 

 

 

Totale costi operativi interni 3)

 

 

 

4) risultato operativo aziendale (1-2-3)

 

 

EBIT7

5) Proventi e oneri finanziari

 

 

 

Interessi attivi

 

 

 

Oneri finanziari

 

 

 

6) Proventi e oneri non caratteristici

 

 

 

Proventi

 

 

 

Oneri

 

 

 

7) Proventi e oneri straordinari

 

 

 

Plusvalenze e sopravvenienze

 

 

 

Minusvalenze e sopravvenienze

 

 

 

8) risultato ante imposte

 

 

EBT

9) imposte sul reddito

 

 

 

Utile (perdita) dell’esercizio

 

 

 

 

Da questo schema è facile arguire che il valore aggiunto è la parte di ricavo dell’esercizio che rimane dopo aver sostenuto i costi riferibili all’acquisizione dei fattori produttivi reperiti all’esterno dell’azienda. Questo margine costituisce in pratica il valore creato all’interno dell’impresa con le proprie risorse (umane, tecniche e finanziarie) di cui essa dispone.

Il Valore aggiunto può essere calcolato non solo per differenza, come nello schema scalare sopra riportato, ma si può determinare indirettamente sommando tutti i fattori ad esso riferibili e più precisamente:

 

Costo del lavoro

+ Ammortamenti

+ Oneri finanziari

+ Oneri straordinari

+ Oneri fiscali

+ Risultato di esercizio

= Valore aggiunto

 

Pertanto il Valore aggiunto che un’azienda riesce a creare remunera un complesso di fattori produttivi che partecipano in maniera differente al processo produttivo e più specificatamente:

  • il costo del lavoro che costituisce la parte del valore aggiunto che contribuisce a pagare il personale dipendente;
  • gli ammortamenti che costituiscono la quota di valore aggiunto per ricostuire i cespiti aziendali;
  • gli oneri finanziari misurano la remunerazione dei finanziamenti dei terzi;
  • gli oneri fiscali misura la remunerazione da riconoscere allo Stato;
  • il risultato di esercizio misura quella parte del valore aggiunto che dovrà essere riconosciuta ai soci come remunerazione del capitale investito nell’azienda.

 

Uno dei margini più significativi che possono essere misurati con l’utilizzazione dello schema scalare del Conto Economico a valore aggiunto è il Risultato operativo8 che esprime il risultato della gestione caratteristica o gestione tipica dell’impresa prescindendo dalle componenti straordinarie, finanziarie e fiscali.

Il Risultato operativo costituisce un margine molto importante in quanto rappresenta il risultato conseguito dall’impresa a prescindere dalle modalità di finanziamento adottate, dal livello di tassazione e dalle eventuali componenti – positive o negative- di natura straordinaria.

Il Risultato operativo è dunque un fattore di remunerazione dei soggetti che sono direttamente interessati alla gestione aziendale, vale a dire:

  • i terzi finanziatori, con la corresponsione degli interessi passivi;
  • lo Stato, con il pagamento delle imposte;
  • i soci, con il pagamento di eventuali

 

Il Conto Economico a valore aggiunto è sicuramente lo schema più idoneo ad effettuare l’analisi per indici da parte di analisti che rivestono una posizione esterna rispetto all’azienda e che quindi non hanno la possibilità di accedere a qualsiasi informazione. Sarà in ogni caso necessario predisporre una riclassificazione del Conto Economico nello schema reso obbligatorio dal Codice Civile, quello a valore della produzione ottenuta,in quanto quest’ultimo non rispecchia totalmente la suddivisione delle aree gestionali e fornisce informazioni insufficienti per un analista di bilancio.

Basti pensare che nello schema del Conto Economico previsto dalla normativa civilistica nella voce

  1. A) 5 altri ricavi e proventi sono inclusi elementi positivi di reddito che possono appartenere non solo all’area extracaratteristica ma anche all’area

 

Alcuni esempi sono riportati nella seguente tabella:

A) Valore della produzione

 

5) altri ricavi e proventi

 

Fitti attivi

Area extra caratteristica

Provvigioni attive

Area extra caratteristica

Plusvalenze da cessioni beni strumentali

Area extra caratteristica

Contributi in c/esercizio

Area straordinaria

 

Durante la fase del passaggio dal Conto Economico civilistico al Conto Economico riclassificato può succedere che la posta contabile A5 non possa dunque essere riclassificata in maniera corretta, a meno che la nota integrativa non fornisca all’analista esterno tutte le informazioni per effettuare la separazione tra voci caratteristiche e non caratteristiche.

Anche la voce B)14 oneri diversi di gestione può includere alcuni importi che dovranno essere riclassificati ed inseriti anziché nella gestione caratteristica, nella gestione extra caratteristica o straordinaria.

Anche per questa voce di bilancio tuttavia la mancanza di precise informazioni in nota integrativa può comportare una non corretta riclassificazione.

Se ad esempio nella voce B14 fossero state contabilizzate minusvalenze o sopravvenienze passive ordinarie, ma non indicate in nota integrativa, la separazione fra voci caratteristiche e non caratteristiche sarebbe basata unicamente su criteri soggettivi dell’analista inficiando di fatto l’analisi economica.

 

Leggi anche: 

Lo schema legale del conto economico tra novità normative e analisi esterna

Nuovo Conto Economico e OIC 12

Conto economico: le diverse possibilità di riclassificazione

 

Marzo 2007

A cura di Giuseppe Polli 

 

 

NOTE

1 Le rimanenze finali sono inserite nella sezione dei ricavi proprio per sottolineare la loro caratteristica di ricavi da realizzare in futuro.

2 Il Conto Economico in questo schema viene anche definito Conto Economico multimargine in quanto sono evidenziati i diversi margini formati dalla gestione economica dell’impresa. Cfr. Giuseppe Toccoli, Analisi di Bilancio, Experta edizioni

3 Il cosiddetto core business.

4 Di queste quattro forme questa è stata adottata dal nostro ordinamento legislativo, tuttavia le informazioni che si possono ricavare da tale schema scalare di Conto Economico sono modeste, per questa ragione la prassi aziendale ha introdotto ulteriori schemi di Conto Economico a forma scalare.

5 Il Margine operativo lordo MOL rappresenta il margine disponibile per gli investimenti e per la remunerazione del capitale
utilizzato.

6 EBITDA Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization

7 EBIT Earnings before tax, utili al lordo di oneri finanziari e di imposte.

8 Anche detto Risultato prima degli interessi e delle imposte.

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